06/12/2019

VOLUNTARY DISCLOSURE Italia e Svizzera, intesa sui contribuenti «recalcitranti»

Di Alessandro Galimberti

In attesa dello scambio automatico di informazioni, che debutterà in settembre mandando in pensione quel che resta del vecchio segreto bancario, Italia e Svizzera segnano un altro passo per la trasparenza fiscale.

Il Mef ha ufficializzato oggi l’entrata in vigore di un nuovo accordo amministrativo che regola le domande “di gruppo” sui presunti evasori italiani rimasti in un territorio grigio. Si tratta dei così definiti “recalcitranti”, cioè di quei titolari di conti, attività etc. presso istituti finanziari svizzeri che non hanno mai risposto a partire dal 2014 alle richieste (svizzere) di garantire la “legalità” fiscale dei loro depositi oltralpe.

Con questa nuova intesa le Entrate, in sostanza, potranno richiedere a Berna di inviare gli elenchi di tutti questi investitori “grigi” che la stessa Svizzera non vuole più – in quanto rischiano di costarle la permanenza nelle black list internazionali.

La Confederazione già nel settembre scorso aveva preso una posizione molto chiara sulle richieste di gruppo. dando il via libera all’Olanda sugli elenchi dei (presunti) evasori con conti in Ubs. In quel caso, mancando un accordo amministrativo tra i due Paesi, era intervenuta in ultima istanza la Corte federale mettendo a tacere i difensori dell’ex paradiso fiscale.

L’intesa tra Italia e Svizzera di oggi, che peraltro è solamente un regolamento di attuazione del Protocollo di Milano del 23 febbraio 2015 sulla voluntary disclosure, serve ad evitare qualsiasi tipo di questione sui criteri da adottare nello scambio di informazioni tra i due sistemi fiscali.

E a proposito di voluntary disclosure, è del tutto evidente che il nuovo accordo è un ulteriore “messaggio” per chi non aderì alla prima campagna di rientro e che ancora non ha deciso di farlo con la Vd 2.0, partita davvero in sordina il 22 ottobre scorso e che chiuderà il 31 luglio prossimo.

Il segnale è inequivocabile: le Entrate stanno preparando una richiesta “di gruppo” per tutti gli italiani che hanno spostato la residenza in Svizzera dal 2010 e, grazie all’intesa tra Mef e Dipartimento svizzero delle Finanze, invieranno a breve anche la richiesta di gruppo per i “recalcitranti”.

E a settembre, quando arriverà a Roma il primo, storico, flusso di informazioni a scambio automatico – che fanno una radiografia piena di tutti i “taxpayer” oltreconfine – il Fisco italiano potrà andare a colpo sicuro contro chi avrà continuato a pensare di vivere in un mondo che non c’è più: quello del “prendi il nero e scappa”.

Fonte :Il Sole24ore

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